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23-10-2008

Un pianeta vivo

La Terra ha una struttura interna simile ad un uovo: un guscio esterno sottile e rigido (la litosfera), uno strato intermedio plastico (il mantello) ed un nucleo solido. La parte più superficiale, la litosfera, è suddivisa in una dozzina di placche principali in movimento relativo tra di loro, il cui spessore varia da 15 km sotto gli oceani a più di 200 km sotto le aree continentali più antiche, come il Nord America. La diversa composizione chimica e fisica degli strati interni della Terra per pressione, temperatura e densità induce lo sviluppo di forze che tendono a riequilibrare il sistema (moti convettivi) e sono all’origine del movimento delle placche, che vengono spinte le une contro le altre deformando le masse rocciose degli strati più superficiali della Terra.

Tali forze vengono interpretate alla luce del modello teorico della Tettonica a placche (tettonica, dal greco costruire), che fornisce una spiegazione fisica razionale della maggior parte dei fenomeni e dei processi geologici che avvengono sulla superficie terrestre: terremoti, attività vulcanica, formazione di catene montuose e bacini oceanici.
Questo modello identifica una serie di placche della superficie terrestre a comportamento rigido (ovvero zolle che vengono considerate indeformabili per poterne studiare il movimento), che si muovono una relativamente alle altre determinando diversi tipi di confini o margini nelle aree di contatto. Il movimento relativo tra le placche rigide può essere misurato attraverso l’uso dei sistemi GPS (Global Positioning System - sistema globale di localizzazione).

Nelle zone in cui si ha un allontanamento o uno scorrimento parallelo tra due placche, i sismi sono piuttosto superficiali, mentre nelle zone in compressione, dove una placca scorre al di sotto dell’altra, si manifestano terremoti anche a profondità considerevoli (fino a circa 700 km). La maggior parte dei sismi e delle eruzioni vulcaniche avvengono lungo i confini delle placche ed anzi è proprio la distribuzione degli epicentri dei terremoti che ha consentito il riconoscimento di tali confini. Le zone di collisione tra le placche (lungo la catena alpino-himalayana o la fascia circumpacifica), in particolare, sono caratterizzate dalla sismicità più elevata.

Mosaico delle principali placche tettoniche in accordo con la teoria della Tettonica delle Placche (da sito web INGV) 


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