Prime ore emergenza

Prime ore emergenza Abruzzo

Alle 3.32 del 6 aprile 2009 un violento terremoto colpisce L’Aquila e diversi altri comuni dell’Abruzzo. Il sisma viene avvertito in gran parte dell’Italia centrale e le prime frammentarie informazioni riferiscono di case distrutte, palazzi lesionati e migliaia di persone in strada. 

Si saprà più tardi che il terremoto ha provocato 309 vittime e oltre 1500 feriti, causando gravi danni alle strutture pubbliche e private e all’inestimabile patrimonio artistico-culturale della zona colpita. 

Alle 4.15 si riunisce l’Unità di Crisi del Dipartimento della Protezione Civile e la situazione appare subito molto grave. Un gruppo di tecnici del Dipartimento parte per effettuare i primi rilievi sismici della zona e due team si muovono in direzione dell’Aquila per supportare le autorità locali e preparare le condizioni necessarie a garantire il coordinamento nazionale sul posto.

Il Comitato Operativo di protezione civile, convocato per le 4.40 e presieduto dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, riunisce i vertici di tutte le amministrazioni e le strutture coinvolte nella gestione dell’emergenza. L’intero Sistema nazionale di protezione civile è mobilitato.

Con la dichiarazione dello stato di emergenza del Presidente del Consiglio dei Ministri, alle 9 del mattino successivo si costituisce nella sede della Scuola della Guardia di Finanza a L’Aquila la Direzione di Comando e Controllo (Di.Coma.C.), organo di coordinamento dell’emergenza. 

Nella mattinata uomini e mezzi da tutta Italia iniziano a confluire nelle zone colpite dal sisma. 
Strade e edifici danneggiati sono presidiati e isolati per consentire ai soccorsi di arrivare nel più breve tempo possibile.

A 48 ore dal terremoto sono sul campo 2.400 Vigili del fuoco, oltre 1800 componenti delle Forze armate, più di 1.500 delle Forze dell’ordine, oltre 800 medici e infermieri della Croce rossa italiana, oltre 4000 volontari della Protezione civile e più di 100 unità cinofile. 

Nelle stesse ore vengono allestite 30 aree d’accoglienza per dare assistenza a quasi 18mila persone e resi disponibili oltre 10mila posti-letto in case private e alberghi sulla costa. Sono inoltre attivate più di 20 cucine da campo per distribuire migliaia di pasti. Presso la stazione dell’Aquila sostano otto carrozze letto offerte dalle Ferrovie dello Stato in risposta alle richieste avanzate dalla Protezione civile. 
Alla fine del mese di aprile 2009 il numero della popolazione assistita salirà a 67.459, valore massimo raggiunto nella gestione emergenziale.