Incidente e primi interventi

Nella tarda serata di venerdì 13 gennaio, la nave Concordia della compagnia Costa Crociere con a bordo 4.232 persone, compreso l’equipaggio, inizia a imbarcare acqua con conseguente inclinamento dell’imbarcazione in prossimità dell’Isola del Giglio.

La Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Livorno coordina da subito le operazioni di ricerca e soccorso in mare. Il Sistema di Protezione Civile si attiva dai primi momenti per pianificare l’assistenza ai passeggeri, una volta giunti sulla terraferma. Più di 20 associazioni di volontariato intervengono a sostegno delle istituzioni per prestare soccorso e garantire la prima assistenza ai naufraghi e agevolare il rientro a casa degli assistiti.

Interventi del Dipartimento. Un team del Dipartimento della Protezione Civile è presente sul luogo dal primo giorno per monitorare le operazioni di assistenza ai passeggeri e all’equipaggio della nave e fornire supporto alle istituzioni locali. Il Dipartimento mantiene uno stretto contatto con la Regione Toscana, la Prefettura e la Provincia di Grosseto, la Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Livorno e le altre delle strutture operative coinvolte. Costanti i contatti anche con le ambasciate e i consolati per garantire assistenza ai passeggeri stranieri. Dell'accaduto viene inoltre informato il Monitoring Information Center - Mic di Bruxelless.

Ricerca dei dispersi. Per le attività di ricerca dei dispersi sono impiegati specialisti dei Vigili del Fuoco e nuclei sommozzatori della Capitaneria di Porto e della Marina Militare. In stretto coordinamento con le squadre all’opera, intervengono anche volontari esperti del Cnsas - Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e della Fias - Federazione Italiana Attività Subacquee. Le attività di ricerca sono rese complicate anche dalla posizione, dalla stabilità della nave e dalle condizioni meteorologiche.

Rischi ambientali. Viene considerato, da subito, il problema dei possibili rischi ambientali legati alla fuoriuscita di carburante dalla nave Concordia. I primi interventi sono della Capitaneria di Porto - Guardia Costiera supportata anche dai mezzi specializzati del Ministero dell’Ambiente. Il 20 gennaio, dopo qualche giorno dall’incidente, viene dichiarato lo stato di emergenza nel territorio dell’Isola del Giglio.

Con la dichiarazione dello stato di emergenza, il Capo Dipartimento assume la “direzione strategica” delle operazioni, come previsto dall’art.11, comma 4, della legge n. 979 del 31 dicembre 1982. Viene, dunque, attivato il Piano di pronto intervento nazionale per la difesa da inquinamenti di idrocarburi o di altre sostanze nocive causati da incidenti marini, applicato allo specifico scenario in atto. Il Piano disciplina le modalità operative di intervento del Dipartimento e delle strutture centrali e periferiche del Servizio nazionale della protezione civile.